2^ serata: Mattia Donati Trio vs Bite the Kite – Ospiti Clementi, Nuccini, Reverberi (Massimo Volume, Giardini di Mirò)

8 novembre. Seconda eliminatoria del Senza Filo Music Contest 2012, the apocalyptic edition.

Per il secondo ‘scontro’ arrivano da Livorno le sonorità jazz del Mattia Donati Trio (Mattia Donati, Francesco Carone e Mauro La Mancusa) e da Roma Bite The Kite, progetto solista di Fabrizio Allegrini. Vedremo chi dei due passerà alla finale di sabato 24…

Chicca della serata sarà ‘La ragione delle mani‘, uno spettacolo-reading di Emidio Clementi (fondatore nonché voce della storica band Massimo Volume) accompagnato da Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi (rispettivamente fondatore, chitarra e voce dei Giardini di Mirò il primo e tromba e violino il secondo).
Ad introdurre gli spettatori alle magie dell’acustico la band fiorentina hardcore-punk Alfatec in una sorprendente ed inedita versione totalmente e radicalmente unplugged. Da non perdere.

Se proprio non potete venire seguite la serata in streaming

Una breve descrizione dei due gruppi in gara.

MATTIA DONATI TRIO (Livorno)
Mattia Donati, Francesco Carone e Mauro La Mancusa si incontrano nel 2011 a Livorno, dove frequentano insieme un laboratorio jazz e si dedicano all’arrangiamento di alcuni brani chitarristici e pianistici di Mattia Donati. Ben presto ne nasce un repertorio originale, dalla forte vocazione acustica, che attinge a piene mani dalle tradizioni classica e popolare. I tre musicisti accostano tromba, piano, chitarra e percussioni povere e passano da toni giocosi, quasi naif, a momenti lirici ed evocativi.

BITE THE KITE (Roma)
Bite the Kite nasce a Roma come progetto solista nel 2009 dal suo fondatore Fabrizio Allegrini. Dal progetto prendono vita due ep: “Bites” del 2011 dal carattere elettrico e “Rapace” del 2012 dai toni acustici. I brani contenuti sono interamente composti, suonati e prodotti self-home-made da Fabrizio Allegrini. L’attività dal vivo si sviluppa prevalentemente in locali romani e laziali. I punti forti sono: l’espressività e un’ossessiva ricerca del mood. Le influenze sono fra le più disparate, provenienti soprattutto dall’universo pop e rock tra gli anni 60 e 90, il tutto miscelato in un sound prevalentemente elettro-acustico.