Il teatro a Senza Filo Music Contest 2017

Quest’anno Senza Filo Music Contest ospiterà tra le Apparizioni Musicali ben tre spettacoli teatrali: LA GIOIA DI ENRICO di Teatro Cantiere, Kairòs e Accademia di Benesserologia (9 novembre), I COMIZI DELLA FOGNA di Alberto Ierardi (La Ribalta Teatro) (30 novembre); STU MUNNU STA ‘MPAZZENNU di Teatro Cantiere (2 dicembre).

L’appuntamento col Teatro è piuttosto presto, tra le 20 e le 20.30 a seconda dello spettacolo: potete venire al CSB a fare l’aperitivo mangiato, ogni sera con una diversa proposta culinaria (Polpo&Birra il 9, 23 e 30, TCulinaire il 16, CSB Crew il 2 dicembre) e godervi uno spettacolo teatrale prima delle gare musicali. Il tutto rigidamente acustico e immerso nella bellissima atmosfera del CSB.

23157265_1786111678354601_7745834204676932848_oLA GIOIA DI ENRICO – 9 NOVEMBRE ORE 20
Uno spettacolo/testimonianza di Teatro Cantiere, Kairòs Studio Medico Infermieristico e Accademia di Benesserologia
con: Enrico Tagliavini e Damiano Scaletta
Regia: Hengel Tappa, Sara Pirotto
Aiuto Tecnico: Erica Farsetti
Conferenza divulgativa con

Enrico ha scoperto anni fa di avere la Sclerosi Multipla, una malattia grave e degenerativa. La sua storia all’inizio è come tante e i medici concordi gli fanno comprendere che la sua malattia, molto aggressiva, avrebbe vinto di lì a poco. In questi casi il corpo, assai in fretta, perde totalmente mobilità e funzionalità: quello che succede dopo è facile da immaginare. Ma Enrico non è una persona come tante e anziché darla vinta al destino, comincia la sua guerra. Una guerra molto speciale perchè fatta di voglia di amore, di gioia, di voglia di vita e di ricerca continua di soluzioni alternative valide per andare oltre la propria condizione. E grazie ad alcune di queste sue scelte alternative la malattia allenta la presa: inoltre Enrico scopre la Cannabis come valido aiuto per riuscire a muoversi meglio, per allontanare i pensieri scuri. Ma non è tutto qui: Enrico ha deciso di vivere con forza la propria esistenza, continua a studiare e si laurea e nonostante i rischi che si prende lo potrete trovare a danzare come un matto sulle stampelle nella pista di qualche club, lo vedrete ai concerti, lo vedrete viaggiare da solo in auto e soprattutto lo vedrete fare il DJ sotto lo pseudonimo evocativo di Paglietta.
Decide di occuparsi anche di organizzazione culturale e comincia a fare il volontario per il Centro Culturale Cantiere Sanbernardo, si ritrova ritratto come un martire con le grucce dall’artista australiano Buff Diss, si ritrova a fare il protagonista di una straordinaria parata teatrale a Pisa per San Ranieri, intanto gli anni passano e la malattia inspiegabilmente sembra perdere la sua aggressività e si vedono forti miglioramenti.
Oggi Enrico si muove ancora sulle stampelle, anche se a volte le butta a terra e parte a camminare, a danzare, a giocare. Oggi Enrico ha deciso di raccontare la sua storia, senza tristezza, senza malinconia o autocommiserazione: quello che ha da dirvi parla di Sclerosi e di gioia, di cannabis e vita sana, per quanto strano possa sembrarvi…
LA CONFERENZA
La performance La gioia di Enrico include una breve conferenza divulgativa-interattiva a cura

13433169_1088907321194409_4934867126118030980_oI COMIZI DI FOGNA – 30 NOVEMBRE ORE 20.30
con Alberto Ierardi (La Ribalta Teatro / Teatro Lux)

Estratti dalla vita e storie fantastiche del Fogna, un personaggio mitologico,una maschera della commedia dell’arte, che vive nel 2000.
È un ritratto esasperato dei trentenni di oggi, è uno spettacolo musicalein cui tra canzoni e racconti si snoda l’anatomia di una generazione. Il Fogna è una maschera del nostro tempo, una sorta di capitano della commedia dell’arte inadatto agli albori del 2000. Il Fogna nasce dalla crisi, uno spaccone melanconico inetto, è un bimbo
sperduto, vive come se lo avessero abbandonato un giorno nel 2000, fa fatica ad esistere, beve moltissimo e non per festeggiare, ma per esistere appunto.
Troppo giovane per non voler capire il mondo, troppo vecchio per sentirlo tutto suo.

DSC06559STU MUNNU STA ‘MPAZZENNU – 2 DICEMBRE ORE 20.30
Con: Davide Cangelosi, Sara Pirotto, Josephine Chiara Lunghi, Hengel Tappa, Sara Chirico
Canti: antichi e tradizionali siciliani
Costumi, suoni, oggetti: Teatro Cantiere
Musica: Davide Cangelosi, Josephine Chiara Lunghi
Regia e suggerimenti di lavoro: Hengel Tappa

Stu munnu sta ‘mpazzennu è una performance musicale e teatrale che indaga l’immaginario atavico della Sicilia partendo dalle sue canzoni antiche e tradizionali. “Stu munnu sta ‘mpazzennu” è l’affermazione di un siciliano che con una chitarra a tracolla, un tamburello e una manciata di canzoni che lo riportano lontanissimo nel tempo, si interroga sul futuro incerto della sua terra e di tutta l’umanità. Un futuro difficile che sembra sfuggire di mano, alimentato da un presente che nella sua velocità ci impedisce di raccapezzarci.
Forse il mondo sta davvero impazzendo e la Sicilia, in questa performance, diventa l’ombelico di tutto. I quattro performer, tra melodie, canzoni e azioni invitano lo spettatore a fermarsi un attimo, respirare. Comprendersi, connettersi con gli altri. Guardare indietro e chiedersi: “Chi sono io?”, domanda che forse ogni persona dovrebbe porsi, per ritrovare un bilanciamento con la propria natura, con la propria casa, con l’altro. E la risposta può essere cercata dentro di sé attraverso i canti antichi, che riportano a una dimensione ancestrale sia per chi li canta e sia per chi li ascolta: un mezzo di indagine interiore semplice, ma frutto di saggezze che si perdono nella notte dei tempi. Il potere del canto non è da sottovalutare e se “stu munnu sta ‘mpazzennu” allora è necessario aiutarlo a tornare sano, facendogli ritrovare il valore della comunità, dello stare insieme in modo semplice, del condividere emozioni: e allora cosa meglio di una canzone che fa letteralmente vibrare il cuore?